sabato 24 marzo 2018

La vittoria della forza gentile
Fiori primaverili simbolo di rinascita

Sono nata il 21 a primavera,
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Alda Merini


Nuvole celesti nelle aiuole spartitraffico di Milano: la primavera arriva anche così. Con corolle piccolissime e perfette, che spuntano non appena il freddo annuncia la sua ritirata e dovunque ci sia un pezzetto di terra guadagnato all'asfalto. Compaiono presto, gli “occhi della Madonna” (il nome popolare delle piante ha quasi sempre più fascino di quello scientifico), e l'avanzata di questi fiori è rapida e decisa, persino nelle città soffocate dallo smog e anche quando marzo sorprende, in pianura, con una neve tardiva, come è capitato quest'anno.

Il segnale della staffetta tra il tempo del letargo e quello del rinnovamento tiene insieme forza e fragilità: l'impasto di cui sono fatte tante faccende terrene.
Non potrebbero sopravvivere agli ultimi artigli dell'inverno, questi petali di seta, se non venissero da pianticelle robuste. Eppure il segreto della loro bellezza è quella nota struggente che ce li mostra umili, esposti, assolutamente effimeri in mezzo al traffico metropolitano come nell'incuria di certe strade di periferia. Visti dalla prospettiva umana - l'unica che ci è concessa - i messaggeri della rinascita della natura sono un connubio di ostinazione e precarietà.

In questa fioritura precoce leggo più chiaramente che altrove il nodo anfibio che caratterizza il nostro essere-nel-mondo: c'è l'impulso vitale e c'è la vulnerabilità alla vita. Stretti in un abbraccio che non è dato sciogliere. Meraviglia e limite, costruzioni sempre possibili e finitezza, rilanci e battute d'arresto delimitano il campo in cui si spende l'avventura dell'esistenza. Sta a noi scegliere dove mettere l'accento, accettando che la partita si giochi con tutte queste carte. "Aprire le zolle" e preparare il raccolto è sia ebbrezza che tempesta, come cantava Alda Merini.

Possiamo decidere di cavalcare la spinta innata a crescere o fermare lo sguardo sulle nostre debolezze, fino a ingigantirle. Possiamo sfruttare l'istinto a far brillare i colori unici dei talenti che possediamo, oppure lasciarci intrappolare dal confronto con chi ha altre qualità, mette radici in terreni diversi e ha tempi di maturazione che non sono i nostri. Nella libertà, lo sappiamo, coabitano potere e fatica. Insieme alla vertigine della responsabilità.

A ogni equinozio di primavera, però, gli occhi della Madonna tornano ad aprirsi. Simili a pionieri gracili e tenaci, allargano di giorno in giorno le zone del loro dominio, anche quando il freddo sembra non voler mollare la sua presa. Lo assediano e alla fine lo vincono con forza gentile. E ci ricordano che anche noi sappiamo essere proprio come loro.

Counselor Professionista iscritta a REICO e filosofa. Offro colloqui di counseling individuale e laboratori di crescita personale in gruppo. Mi occupo di facilitazione del cambiamento, promozione della comunicazione efficace, supporto motivazionale. Mi incanta il mare e cerco di vivere con grazia e grinta. Opero ai sensi della legge 4/2013. Ricevo a Milano e a Cesano Boscone (MI).

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