IL COUNSELING

È

image
Chi sono

Dott.ssa Sara Schirripa

Sono Counselor Professionista a indirizzo pluralistico integrato e filosofa.
Offro colloqui di counseling individuale e laboratori di crescita personale in gruppo. Nella mia area di attività rientrano interventi per facilitare i processi di cambiamento, promuovere la comunicazione efficace, migliorare l'autostima, ritrovare lo slancio e le risorse per superare situazioni di difficoltà.
La filosofia mi ha insegnato a interrogare il mondo senza pretendere risposte definitive e ha acceso in me la passione per tutto ciò che è umano. Il counseling ha dato corpo e voce a questa passione: mi ha fornito gli strumenti per tradurre la mia ricerca prima in un percorso di evoluzione interiore e poi in una forma di aiuto agli altri.
Ho integrato nella pratica professionale la meditazione mindfulness e ho una specializzazione nel sostegno a problematiche di tipo alimentare. Oltre a gestire colloqui di counseling puro, progetto e conduco attività di promozione del benessere con adolescenti e adulti in ambiti che spaziano dalla prevenzione del bullismo al supporto nelle difficoltà legate al rapporto con il cibo e le forme corporee, dalla gestione delle emozioni al problem-solving. Ricevo a Milano (zona Lima-Loreto) e a Cesano Boscone (MI).


Cv in breve
Laurea magistrale in Filosofia

Indirizzo morale - Università degli Studi di Milano

Master in Counseling

Aspic, Scuola Europea Superiore di Counseling


Valori-chiave
L'accoglienza

Offro un posto sicuro. Per dire, custodire, lasciar andare.

L'amore per le diversità

Le differenze sono la linfa che fa fiorire il mondo.

L'interesse e il rispetto

Ogni storia è meraviglia. Esige che si entri in punta di piedi.


Le parole che mi ispirano
Compito del counselor è assistere il cliente nella ricerca del suo vero sé e poi di aiutarlo a trovare il coraggio di essere quel sé. Rollo May
La tendenza a giudicare gli altri è la più grande barriera alla comunicazione e alla comprensione. Carl Rogers
Dentro di noi, possediamo tutte le risorse di cui abbiamo bisogno per far fronte alle nostre sfide evolutive. Milton Erickson
Con ogni uomo viene al mondo qualcosa di nuovo che non è mai esistito, qualcosa di primo e unico. Martin Buber
In principio era la gioia. Matthew Fox

COSA OFFRO

Aiuto nelle crisi e nelle svolte esistenziali

Per superare situazioni difficili, sviluppare il proprio potenziale, raggiungere gli obiettivi di vita.

Progetti di crescita personale

Per rinforzare l'autostima, conoscersi a fondo, abbandonare comportamenti disfunzionali.

Orientamento professionale

Per decidere sul proprio futuro, valorizzare le competenze, finalizzare il percorso di carriera.

Promozione della comunicazione efficace

Per migliorare le relazioni interpersonali, risolvere i conflitti e sviluppare l'assertività.

Educazione alla cura di sé

Per costruire un più sano rapporto con il cibo e imparare a nutrire l'amore di sé.

Laboratori per la gestione delle emozioni

Per un'integrazione equilibrata e vitale dei sentimenti con la parte razionale della personalità.

Counseling e mental coaching per lo sport

Per potenziare le qualità individuali, promuovere il gioco di squadra, migliorare le performance.

Facilitazione nelle scuole

Per la prevenzione del bullismo, la costruzione di un clima inclusivo, l'orientamento.

Seminari e workshop a tema in azienza

Per stimolare la produttività, gestire meglio lo stress, favorire interazioni positive.

PER APPROFONDIRE

Riparto da me! Il corso on line

Come raggiungere i tuoi obiettivi

Le imprese più difficili del mondo devono pur partire da ciò che è facile;
le imprese più grandi del mondo devono pur partire dal piccolo.
Lao Tsu

Tempi straordinari richiedono di pensare "fuori dall'ordinario". Lo abbiamo fatto un po' tutti quest'anno e anch'io ho macinato idee e immaginato strade alternative per portare avanti in forme diverse i percorsi di formazione e counseling che fino a pochi mesi fa avevano come requisito di base, irrinunciabile per me, "l'essere insieme fisicamente in uno spazio protetto".

E così, dopo sperimentazioni, brainstorming, rivisitazioni necessarie, aggiustamenti inevitabili e innesti inediti, ho inserito tra le nuove proposte dell'autunno anche lui: un corso on line intitolato "Riparto da me!", dedicato a chi vuole migliorare la propria autostima e la capacità di raggiungere traguardi e obiettivi di vita. L'iniziativa, organizzata in collaborazione con Fondazione Per Leggere nell'ambito dei Corsi nel Cassetto, è un percorso in sette tappe, che guiderò insieme alla collega Valeria Salvai.

Dopo il successo delle precedenti edizioni in presenza, abbiamo ripensato il format interamente in versione digitale. L'idea è offrire l'opportunità di un vero e proprio cammino di crescita personale di gruppo (a numero chiuso), che si potrà intraprendere comodamente da casa.

Tramite attivazioni e tecniche creative aiuteremo i partecipanti a integrare luci e punti di forza con parti in ombra e potenzialità nascoste.

Durante il corso impareremo a lasciar andare ciò che non funziona e a riscoprire talenti e risorse individuali per rimetterci al centro della nostra vita e abbracciare nuove possibilità.

A chi è rivolto il corso

Il corso di formazione on line Riparto da me! è destinato a chi:

1. Vuole ritrovare la fiducia in sé e valorizzare il proprio potenziale

2. Sta valutano un cambiamento o una decisione importante e desidera affrontarli con la giusta consapevolezza

3. Attraversa un momento di confusione e ha bisogno di attingere alla propria forza interiore

4. Sente di essersi bloccato sulla via verso il proprio obiettivo personale e cerca nuove energie e una più robusta motivazione

5. Desidera contrapporre comportamenti efficaci a schemi di pensiero e di azione disfunzionali.

Le 7 tappe del corso

Il nostro viaggio (virtuale ma non troppo) prevede 7 momenti della durata di 1 ora e 30 minuti ciascuno, fruibili online attraverso la piattaforma Google Meet. Ecco i titoli degli incontri:

Metodologie

Ogni sessione alterna lavoro individuale, confronto a coppie in modalità online e condivisione in gruppo attraverso metodologie interattive. Il taglio degli incontri è teorico-esperienziale. Utilizzeremo strumenti di counseling espressivo (inclusa la musica), visualizzazioni guidate, storytelling, tecniche di pensiero laterale e molto altro.

Date

Il corso si svolgerà online su Google Meet il venerdì, dalle 18.30 alle 20.00 nelle seguenti date:

- 6 novembre

- 13 novembre

- 20 novembre

- 27 novembre

- 4 dicembre

- 11 dicembre

- 18 dicembre


Modalità organizzative

Programma dettagliato e costi sono consultabili sul sito Corsi nel Cassetto che raccoglie anche le adesioni. Per prenotarsi, basta registrarsi alla piattaforma online, cercare il corso "Riparto da me!" nell'elenco e seguire le semplici procedure di pre-iscrizione. I posti sono limitati e la prenotazione è obbligatoria.

Aumenta il tuo potere personale: video-counseling di self empowerment

Come valorizzare risorse ed efficacia personale

Si è scoperto che se ci comportiamo spontaneamente con le persone,
offrendo comprensione e interesse, si hanno positivi cambiamenti nel loro comportamento
ed esse mostrano più forza, potere e responsabilità.
Carl Rogers

Nei momenti di crisi, capita di perdere il contatto con la nostra forza interiore. Ci sentiamo vittime di una situazione e fatichiamo a intravedere il margine di manovra - quel sottile spazio di gioco che quasi sempre la realtà delle cose affida all'umano - nel quale innestare la nostra creatività, decidere come guardare a quanto ci circonda e impostare una strategia per abitare il posto che occupiamo con il miglior benessere possibile.

Se affiniamo le nostre percezioni, ci accorgiamo però che nei periodi difficili, accanto a sentimenti di impotenza, smarrimento, inadeguatezza, delusione e sconforto, affiorano spesso anche germi di resilienza: risorse che ispirano la capacità di organizzarci in senso costruttivo e testimoniano quanto la nostra personalità sappia essere plastica e reagire agli urti della vita, riportando qualche ammaccatura certo, ma senza rinnegare quella che Carl Rogers definisce tendenza attualizzante: l'impulso di ogni esistente a trovare la più piena realizzazione possibile dato un contesto.

Le difficoltà regalano il tempo opportuno, quel Kairos di cui parlavano i Greci, per riscoprire il proprio potere personale.

Lavorare a favore del self-empowerment significa procurare ai germi della resilienza il giusto terreno di coltura: adoperarsi per far dialogare l'oggettività di un fenomeno con la soggettività di chi lo vive. Si tratta di trovare un modo per stimolare ed esprimere la nostra capacità di incidere sui dati di fatto e, là dove i fatti non appaiono in alcun modo aggredibili, riuscire a ricavare da ciò che accade un significato, una prova su campo delle nostre qualità più spiccate, una lezione evolutiva, un'occasione per mettere in moto un cambiamento, oppure una forma di accettazione consapevole e adulta che ci regala serenità.

Il percorso di video-counseling per il self-empowerment muove da queste considerazioni ed è finalizzato ad aiutare a:

1. Passare da una lettura della situazione centrata sugli ostacoli a una visione che mette a fuoco le opportunità

2. Riappropriarsi delle risorse interne e imparare a valorizzarle

3. Intercettare nell’ambiente possibilità e facilitazioni, oltre le difficoltà

4. Recuperare un senso di efficacia personale là dove la realtà non è del tutto controllabile

La formula

- n. 5 colloqui di counseling one to one via Skype, Hangout o simili della durata di 50-60 minuti ciascuno

- n. 1 restituzione personalizzata come sintesi del percorso

- n. 1 colloquio di follow up (30 minuti) gratuito, a distanza di 1 mese dal primo incontro

Metodologie

Il percorso di self empowerment in video-counseling è personalizzato e attento alle richieste di ognuno, colto nel suo ambiente di vita e nella unicità della sua situazione. Nel ciclo dei 5 colloqui, oggi fruibile a un prezzo promozionale, gli strumenti più utilizzati comprendono:

- Ascolto empatico
- Dialogo facilitante
- Esercizi di respirazione consapevole
- Brainstorming
- Problem solving creativo
- Pensiero immaginativo
- Disegno e altre forme di graphic counseling
- Lavoro sulla rete sociale
- Attivazioni gestaltiche

Modalità organizzative

Per informazioni sui costi e prenotazioni: sara@counselormilano.com

video-counseling antistress

Counsleing a distanza per la serenità interiore

La più grande arma contro lo stress
è la nostra capacità di scegliere un pensiero piuttosto che un altro.
William James

In questo periodo aumentano le richieste di ascolto e supporto per elaborare le tante emozioni suscitate dalla crisi legata al covid-19.

In coerenza con gli appelli delle istituzioni a rispettare le misure di sicurezza e distanziamento fisico e a incentivare le attività gestibili a distanza, ho incrementato anch'io le consulenze on line e inserito, accanto agli interventi tradizionali, percorsi di video-counseling a tariffa calmierata, tagliati su esigenze specifiche e pensati per chi vuole avvicinarsi gradualmente a questa forma di aiuto professionale.

Una delle aree tematiche che da più parti mi è stata segnalata come urgente è quella della vulnerabilità allo stress inteso come perturbatore dell'equilibrio interiore, che è sempre dinamico e rivedibile, di volta in volta installato sulle conquiste che costruiamo nel nostro cammino di vita, ma che l'esperienza di questo primo quadrimestre del 2020 ha intaccato nelle sue fondamenta.

La pandemia e le sue conseguenze hanno acuito la percezione dell'instabilità e dell'incertezza.

La paura del contagio convive con la spinta a ristabilire connessioni sociali, l'ansia per il futuro ostacola quell'adesione all'oggi che è indispensabile per dosare l'impegno e applicare la nostra passione al piano dei fatti, l'inerzia a cui ci stavamo abituando in virtù del lockdown stride con il desiderio di progettarci nel mondo, un desiderio che - come ci insegna Heidegger - è costitutivo del nostro esistere.

Per gestire con consapevolezza ed efficacia queste sollecitazioni esterne e superare il senso di confusione che può opprimerci, ho disegnato un percorso ad hoc di video-counseling a distanza in 5 incontri, a tariffa calmierata, studiato per tutti coloro che:

1. Vogliono trasformare l’agitazione in energia costruttiva

2. Cercano la propria strada oltre lo stress verso una serenità interiore

3. Desiderano alleggerire la mente da pensieri ingombranti

4. Aspirano a far pace con i messaggi del corpo per riscoprirne la bellezza e la saggezza

La formula

- n. 5 colloqui di counseling one to one via Skype, Hangout o simili della durata di 50-60 minuti ciascuno

- n. 1 restituzione personalizzata come sintesi del percorso

- n. 1 colloquio di follow up (30 minuti) gratuito, a distanza di 1 mese dal primo incontro

Metodologie

Il percorso è calibrato sulle caratteristiche del singolo, sui suoi bisogni e sul preciso momento del ciclo di vita che la persona sta attraversando. Nell'arco dei 5 colloqui, tra le tecniche e gli strumenti di counseling più utilizzati, figurano:

- Ascolto empatico
- Dialogo facilitante
- Esercizi di respirazione consapevole
- Mini-training di rilassamento
- Visualizzazioni guidate
- Pillole di bioenergetica
- Momenti di meditazione
- Continuum di consapevolezza
- Esperienze di counseling espressivo
- Confutazione di pensieri disfunzionali
- Attivazioni gestaltiche

Modalità organizzative

Per informazioni sui costi e prenotazioni: sara@counselormilano.com

Fame emotiva: come gestirla se nasconde tristezza

Attacchi di fame emotiva

Avevano scoperto che si poteva crescere
affamati di luce come di cibo.
Stephen King

In un post precedente avevo anticipato un'infografica sulla "fame emotiva": un'immagine esplicativa delle situazioni e degli stati interni che talvolta ci muovono verso l'assunzione di cibo anche quando non ne abbiamo un bisogno fisiologico.

In questo articolo affrontiamo le strategie utili per gestire in modo più efficace la tendenza a mangiare in eccesso per compensare la tristezza, un'emozione avvertita spesso come scomoda.

2 passi per contenere l'impulso a mangiare troppo quando ci si sente tristi

Prima di addentrarci nell'argomento, mi preme definire due premesse fondamentali: sono le condizioni di base che è necessario garantire a noi stessi e che stanno a monte rispetto alle tecniche di auto-aiuto specifiche per regolare gli attacchi di fame nervosa.


1. L'ascolto di sé

Il primo gesto facilitatore che aiuta a superare la fame emotiva coincide con lo sforzo di trovare uno spazio di ascolto tra sé e sé nel quale accogliere il proprio stato interno. A volte non ci consentiamo di essere tristi perché abbiamo interiorizzato il dovere di mostrarci sempre sereni, forti, capaci. Capita anche di censurare le manifestazioni della sofferenza interiore per paura che il solo ammettere la presenza di un dolore emotivo valga a fargli mettere radici poi difficili da estirpare.

Legittimare la tristezza è la mossa preliminare necessaria per riuscire a contenerla.

Permettetevi di provare malinconia e di abbandondare la maschera prestazionale e performativa che tante volte indossiamo per corrispondere ad aspettative nostre o di figure significative per noi, che abbiamo introiettato e che assorbiamo senza il necessario distacco critico.

2. La giusta percezione del piacere

Il secondo presupposto è sapere che quando mangiamo sotto l’influsso della tristezza vogliamo un piacere facile, accessibile, “a portata di mano”: qualcosa che non gustiamo fino in fondo, ma che accettiamo come una specie di anestetico dei pensieri negativi. In questi casi, il cibo non serve a nutrire ma a consolare. Saperlo è già un modo per mettere una distanza tra voi e il frigorifero.

La strategia delle 3 A per contrastare la fame emotiva

Ora che abbiamo poggiato i due mattoni di base per la consapevolezza, passiamo alla pratica. Per favorire la regolazione degli attacchi di fame provocati dalla tristezza possiamo ricorrere a quella che giocosamente chiamo la "Strategia delle tre A".

A come Attività fisica

Muoversi promuove la liberazione di endorfine, molecole prodotte dal corpo con effetti euforizzanti. Questi neurotrasmettitori mediano la percezione del buonumore e sono preziosi anche nel modulare la fame fittizia.

Il movimento all'aperto è il più benefico, soprattutto se svolto nelle prime ore della giornata. Il chiarore del mattino stimola infatti l'organismo a sintonizzare l'orologio interno sul ciclo luce-buio (il ritmo circadiano), armonizzando le funzioni endogene e riequilibrando la produzione ormonale, con effetti positivi sul comportamento alimentare. Camminare a passo svelto, andare in bicicletta, correre per i più resistenti sono tutte attività ingaggiabili anche in città, senza costi economici e che l'agenda della maggior parte di noi può contemplare con qualche adattamento.

Anche negli spazi interni è possibile ricavare opportunità per fare esercizio fisico, peraltro senza necessariamente andare in palestra. Gli appassionati della tecnologia trovano in rete un'ampia scelta di app e tutorial per allenarsi a casa, mentre a chi predilige l'informalità basta seguire il ritmo delle proprie canzoni preferite e improvvisare un ballo in salotto o nel corridoio. Il criterio che invito a privilegiare è quello del gusto personale: che sia fare jogging, zumba o danza, scegliere un'attività motoria che piace mantiene alta la motivazione e amplifica i risultati nel processo di gestione della fame emotiva.

A come Attenzione ai segnali fisiologici

Se ascoltiamo le nostre sensazioni, realizziamo facilmente che il corpo non comunica fame, quando la tristezza è il principale motore dei comportamenti che spingono a incamerare cibo: mancano ad esempio brontolii e senso di vuoto alla bocca dello stomaco.

E’ quindi importante stabilire un contatto con la dimensione fisiologica pura. Fermarsi a “sentire” dilaziona l'impulso. Il radicamento nel corpo e nelle sue sensazione impone una pausa che aiuta a interrompere l’automatismo di procurarsi del cibo senza avere piena coscienza di cosa si cerca e del perché lo si cerca.


Fame compulsiva
La strategia delle 3 A contro la fame emotiva: cosa fare se mangi troppo e male perché sei triste


A come Apertura a chiedere conforto

Nella maggioranza dei casi, quello a cui si aspira quando la tristezza spinge a mangiare in eccesso è cibo per l’anima. L'esigenza profonda nascosta sotto il bisogno manifesto di saccheggiare la dispensa è attingere affetto, medicare una ferita intima, riparare un vissuto di perdita o semplicemente alimentare il benessere interiore. E' fondamentale quindi da un lato orientarsi verso chi amiamo e sa offrire segnali positivi di riconoscimento - le "carezze" di cui parla Eric Berne - dall'altro rivolgere a se stessi uno sguardo benevolente e fare qualcosa di nutriente per il proprio Sé.

Ognuno conosce la sua geografia intima: c'è chi ricava da un abbraccio il migliore balsamo per la tristezza, chi medica il dispiacere lasciandosi avvolgere dalla voce di un amico al telefono, chi si sente al sicuro se si abbandona ancora una volta all'intreccio delle mani che ha segnato sul piano simbolico l'inizio della propria storia d'amore, chi ripara la sua crepa interiore guardando una fotografia o indossando un indumento che conserva il profumo di una persona lontana, chi si pacifica con una lettura, un film divertente, una preghiera, un momento di meditazione. Il segreto è dare cibo buono alla propria interiorità, placare la sua fame di riconoscimento e di conforto.

6 PASSI PER LIBERARSI DELLE TOSSINE EMOTIVE

Veleno per l'anima

"Il miracolo non è quello di camminare sulle acque
ma di camminare sulla terra verde nel momento presente
e di apprezzare la bellezza e la pace che sono disponibili ora.
Thich Nhat Hanh

In un campo come in una casa, a primavera si fa pulizia. Immaginiamo di purificare la coscienza con lo stesso impegno con il quale in questa stagione, come suggeriscono i buoni nutrizionisti e diversi medici illuminati, seguiamo programmi depurativi per il corpo.

Ci sono stati d’animo che agiscono come veleni o vampiri emotivi.
Certo, le emozioni sono preziose. Gettano un ponte tra le sensazioni del corpo e i giudizi che formula la mente, aiutandoci a riconoscere le priorità e a scegliere il comportamento opportuno nelle diverse situazioni. Certe interferenze emotive, tuttavia, atteggiamenti o attitudini di cui non sempre siamo coscienti, inquinano il nostro sentire. Succhiano le forze vitali e ci impediscono di concentrarci sulle priorità. Occorre lasciare andare queste tossine, affinché la sfera psichica conservi il più possibile il proprio equilibrio.

Gli "infestanti psichici" più insidiosi

Ci sono cinque stati interni che emettono scorie particolarmente nocive per il mantenimento di una sana ecologia della mente.

  • Rancore: ci imprigiona nell’astio verso qualcuno
  • Vittimismo: ci fa sentire perseguitati, reclama attenzioni senza chiederle direttamente e ci toglie la volontà di resistere
  • Senso di colpa: cova quasi sempre rabbia verso qualcuno, che poi dirigiamo contro noi stessi
  • Colpevolizzazione: cerca un nemico su cui proietta le nostre frustrazioni
  • Invidia: nasconde la voglia di nuocere a una persona e di privarla di qualcosa che vorremmo per noi.

Sono tutte emozioni che sottraggono energia. Ecco 6 passi per iniziare a liberarvi di questi tossici interiori.

1. Acuite la vostra consapevolezza

Chiedetevi se una di queste attitudini vi appartiene. Siate onesti e franchi. Sganciatevi da qualche alibi mentale e riconoscete se in questo momento il campo dell'anima fatica a far crescere germogli nuovi perché qualche gramigna emotiva ha colonizzato le zolle più fertili. Sospendete l'attenzione rispetto al passato e appuntate lo sguardo sul presente, che è il tempo della trasformazione, della possibilità, dell'innesco del cambiamento che sarà poi visibile nella catena dei giorni che verranno.

2. Contestualizzate la vostra emozione tossica

Fate uno sforzo di precisione e, una volta individuata la vostra emozione tossica, concentratevi sulle sue ramificazioni. Chi coinvolge? Quali situazioni l’hanno provocata? Che tipo di occasioni o contesti la riattivano e come si esprime oggi? Che cosa vi toglie? Da cosa vi protegge? Come sarebbe la vostra vita se questa intermittenza del cuore cessasse di pulsare o diminuisse la frequenza dei suoi battiti? Rispondete nella vostra mente il più sinceramente possibile.

3. Mettete nero su bianco l'emozione parassita

Prendete un foglio e scrivete una frase o un paragrafo che sintetizzi l'atteggiamento interiore che vi disturba e consuma le vostre energie migliori. E' importante che quanto scrivete includa anche gli attori implicati, a vario titolo, nello stato interno che avete identificato. Se preferite, disegnate la vostra emozione utilizzando dei colori.

4. Leggete lo scritto oppure osservate il disegno

Dalla fase di scrittura o del disegno, passate alla rilettura a caldo o all'osservazione partecipe di quanto avete riversato sulla carta. Immedesimatevi con quanto vedete. Osate sostare nei sentimenti - facilmente scomodi - che vi attraversano. A volte è utile stare in ascolto del proprio respiro e dirigere questo flusso, che è il primo radicamento nel corpo e allo stesso tempo la più immediata valvola di scambio tra interno ed esterno, là dove sentite smuoversi qualcosa.

5. Cambiate angolatura

Modificate ora il punto di vista e mettetevi nei panni delle persone che in qualche modo sono collegate con la vostra emozione tossica. Cosa direbbero loro? Come si sentirebbero? Quale sarebbe il tono della loro voce se potessero parlare e come la loro reazione entrerebbe nel quadro che vi siete immaginati? Ascoltate come si modificano i vostri pensieri e le vostre sensazioni mentre adottate questo cambio di prospettiva.

6. Fate un gesto liberatorio

L'ultimo punto in questo processo di riconoscimento e liberazione dalle tossine emotive è il passaggio all'atto: strappate il foglio oppure accartocciatelo e gettatelo via. Questo sbocco finale, appoggiato a un'azione simbolica, è necessario per collegare le funzioni che sono state impegnate in tutto il percorso, dando loro un esito e una chiusura.

Grazie a un comportamento definito, il corpo fa qualcosa nell'ambiente e unifica nel gesto la memoria e l'introspezione del punto 1, la focalizzazione mentale del punto 2, l'oggettivazione del punto 3, l'adesione profonda all'esperienza del punto 4, il ritorno all'interiorità, con uno sguardo più ampio e capace di integrare eventuali proiezioni, del punto 5. In questo modo, la funzione Personalità - che nella teoria del Sé di impronta gestaltica è il centro in cui si forma e si evolve l'identità a contatto con il mondo - integra l'esperienza appena fatta e la inscrive nella storia e nella biografia.

Può darsi che occorrano più momenti come questo per eliminare i sentimenti parassiti. Se è così, ritagliatevi uno spazio della giornata in cui ripetere questa esperienza con una periodicità regolare, ad esempio ogni due giorni per un paio di settimane, oppure una volta al giorno per il tempo che vi sarà necessario. Con pazienza e nel pieno rispetto di voi stessi.

La caccia al tesoro dei talenti personali

Viaggio alla scoperta dei talenti personali

Ognuno di noi è molto di più di ciò che pensa di essere
e sa molto di più di ciò che pensa di sapere.
Milton Erickson

Il titolo del post è volutamente giocoso: c'è il guizzo liberatorio di una rincorsa (la "caccia", spogliata di ogni fibra di violenza), il rimando a un topos a cavallo tra storia e leggenda (lo scrigno di preziosi da conquistare per terra e per mare) e una formula che ci riporta ai momenti di festa genuina dell'infanzia. L'ho scelto con cura, non senza superare una vena di imbarazzo. Eppure sono convinta della decisione finale. La mia vicenda personale e la professione mi hanno insegnato che nella vita, e soprattutto nei suoi transiti più difficili, preservare una nicchia di leggerezza aiuta a nutrire la fiducia e restituisce vigore alle energie che le preoccupazioni fiaccano o distorcono.

Non a caso, l'umorismo è una chiave utilizzata spesso nel counseling per accedere alle riserve generative e trasformative della persona, oppressa da schemi autosabotanti o pensieri disfunzionali.

L'esprienza che sto per proporvi è per i momenti di spaesamento. Quando accade qualcosa che disorienta, ferisce senza preavviso, spiazza al punto che il paesaggio intorno a noi - la nostra casa, un ruolo che sembrava definirci, le previsioni costruite su certezze che disegnavano un pezzetto del nostro futuro - perde i suoi contorni e ci fa mancare ogni appiglio.

Anche prima di una performance importante possiamo ricorrere alla tecnica della caccia al tesoro dei talenti personali, adatta in definitiva a tutti i passaggi che comportano il riaffiorare alla superficie della coscienza di sentimenti di inadeguatezza: ogni volta che ci sentiamo piccoli, smarriti, forse non all'altezza di qualcosa o qualcuno.

La caccia al tesoro, una vera spedizione alla ricerca dei doni speciali che ogni essere umano porta in sé, inizia da qui: dal bisogno di recuperare stabilità e riaprire un sentiero alternativo nella via che si fa stretta.

Prima di iniziare, spendo qualche parola sulla cornice che rende possibile tutti i giochi, ovvero il recinto delle regole di base. In questo caso, c'è solo un requisito che è importante rispettare: prendere sul serio il gioco stesso, e quindi mettere tra parentesi i pregiudizi e il velo di scetticismo che scherma la percezione di tutti noi quando diventiamo adulti.

Per giocare davvero e trasformare il gioco in un apprendimento occorre lasciar cadere le difese razionali e accedere alla trasparenza di sguardo dei bambini. Difficile, ma non impossibile perché in ogni essere umano c'è un Bambino Interiore che sopravvive, più o meno ascoltato, dal primo all'ultimo giorno della nostra vita. Oggi può essere il momento per fare spazio a questo bambino interno e lasciargli la guida e la parola.

Adesso che il terreno della sfida è stato circoscritto, siamo pronti per entrare nel vivo dell'esperienza, che suggerisco di realizzare in solitudine e tranquillità.

La preparazione e la partenza

Scegliete un punto della casa che vi piace e in cui potete raccogliervi in silenzio. Assumete una posizione comoda, meglio se siete seduti. Chiudete gli occhi e concentratevi qualche istante sul vostro respiro.

Il viaggio

Immaginate ora di avere una mappa tra le mani, proprio come quelle pergamene sgualcite, impregnate degli aromi del cuoio e delle spezie che il nostro Bambino Interiore ha conosciuto grazie ai racconti pirateschi. Fate un viaggio nei luoghi della memoria. Recuperate nei ricordi almeno una circostanza della vostra vita che vi ha messo alla prova e che siete riusciti ad affrontare in modo efficace.

Può essere un compito rispetto al quale vi sentivate impreparati e che avete poi svolto con buoni risultati, tirando fuori grinta, capacità di improvvisazione, forza creativa o disciplina. Può trattarsi di una malattia che avete vinto, grazie alle cure mediche, ma anche in virtù di un atteggiamento in grado di allearsi ai presidi offerti dalla scienza per facilitare la guarigione. Ancora, la prova che avete superato può riguardare un conflitto relazionale: una questione da dirimere con un superiore al lavoro o con familiare, che avete gestito facendo appello a una qualità tutta vostra, qualcosa di nascosto che, nei tempi giusti per voi e con gli occhi della mente, adesso mettete a fuoco.

Il contatto

Ora che la mappa vi ha fatto esplorare una situazione specifica, prendete contatto con quell’aspetto di voi che allora si è rivelato vincente. Qual era questa qualità? Cercate di visualizzarla e di percepirla con i sensi. Se è forza, osservate in quale parte del corpo è più concentrata. Se è curiosità, seguite con lo sguardo interiore la strada o la direzione verso la quale vi conduce. Se è determinazione cercate di darle una forma, di cogliere il suo colore, di percepire la sonorità con cui vibra nella caverna intima in cui vi siete raccolti. Qualsiasi risorsa sia, lasciate che si espanda dentro di voi e provate a sintonizzarvi sulle sue caratteristiche. Sono uniche e sono parte di voi.

La domanda e l'insight

Adesso avete riscoperto i vostri talenti del passato. Chiedetevi come quelle stesse risorse, che si sono già rivelate preziose, possono supportarvi oggi. Formulate una domanda nella mente e rimanete qualche istante in attesa della risposta. Forse la risposta arriverà come un sussurro, un'immagine, una sensazione. Allora, l'insight vi accarezzerà come una specie di intuitiva e nuova consapevolezza. Se la risposta non arriva, accogliete il momento con pazienza e abbandono: la risorsa che avete riattivato saprà operare comunque. E’ il vostro tesoro. Ed è dentro di voi.

Vi saluto con una frase di Marco Aurelio: „Scava dentro. Dentro è la fonte del bene, che sempre ha il potere di sgorgare, a condizione che tu sempre scavi.“

Dimmi cosa provi e ti dirò perché mangi troppo (o male)

Donna affamata

Dicono che chi è sazio non può capire chi è affamato;
io aggiungo che un affamato non capisce un altro affamato.
Fëdor Dostoevskij

In tanti casi, la difficoltà a mantenere il giusto peso più che dalla fame di cibo dipende da emozioni che facciamo fatica a regolare e a gestire in modo funzionale per noi.

Il counseling aiuta a mettere a fuoco il nutrimento che cerchiamo davvero e a trovarlo. Ecco un'anticipazione delle diverse sfumature della fame emotiva.

Approfondiremo negli articoli successivi le diverse situazioni.


La tecnica creativa per realizzare gli obiettivi dell'anno nuovo

Collage degli obiettivi dell'anno

La vulnerabilità è il punto in cui nascono
l'innovazione, la creatività e il cambiamento.
Brené Brown

Succede all'alba di ogni nuovo anno. Più o meno consapevolmente, insieme all'inventario mentale che isola luci e ombre dei 12 mesi appena doppiati, scatta la previsione per quelli che ci aspettano.

I più razionalisti di noi esaminano innanzitutto il contesto - i dati di realtà - e su questo solido presupposto impiantano i propri obiettivi di miglioramento. Nella loro analisi, rischiano forse di sottovalutare il potere disturbante e fecondo a un tempo delle emozioni, nonché tutte quelle intermittenze della volontà che talvolta mandano all'aria i piani più studiati e puntuali.

I temperamenti sognatori invece consultano gli oroscopi (e chi resiste alla tentazione?), cercando nelle triangolazioni dei pianeti la linfa per far attecchire qui sulla terra i buoni propositi dell'anno. Eppure già san Tommaso avvertiva che Astra inclinant non necessitant: l'influsso delle stelle può offrire l'occasione, ma la spinta decisiva al cambiamento desiderato viene da noi.

Personalmente non amo i bilanci. La complessità dell'essere umano, le sue sfumature e la sua imprevedibilità, non si lasciano certo imbrigliare nelle leggi dell'economia, né ci è dato ridurre nelle scadenze fisse del Capodanno di gramsciana memoria quella tensione a evolvere che ci abita sempre e da sempre. Credo tuttavia che le svolte proposte dal tempo del calendario possano diventare àncore su cui provare a sintonizzare il tempo emotivo, e ragionare così su ciò che vogliamo ottenere o che intendiamo lasciare andare nei mesi davanti a noi.

Come fare una lista efficace dei buoni propositi

Vi propongo di far leva sulla tecnica creativa dell'art collage per comporre l'elenco delle mete che sperate di raggiungere nel nuovo anno. Il collage viene spesso impiegato nel counseling e nei gruppi di crescita personale: è una metodologia semplice, che mescola parole e immagini, utilizza materiali eterogenei, esercita il ragionamento come la manualità e produce un risultato visivo, una specie di mappa in grado di sollecitare tanto la mente e la parte cognitiva della personalità, quanto la dimensione sensoriale e affettiva, indispensabile per "dare corpo" al pensiero e mobilitare le energie interiori verso l'obiettivo.

Cosa vi occorre per stilare la lista dei vostri obiettivi

  • 1. riviste e giornali
  • 2. un cartoncino grande
  • 3. colori (se possibile utilizzate sia matite che pennarelli, pastelli a cera, colori a dita)
  • 4. forbici e colla
  • 5. materiali di recupero che avete in casa: nastri, bottoni, frammenti di stoffa, gomitoli di lana e fili di cotone, pezzi di sughero o altro.

Come procedere per creare il vostro collage

Se vi fa piacere, fatevi ispirare da una musica in sottofondo, che vi ricordi un momento positivo della vostra vita o che sentite in linea con qualche vostro talento personale. Poi iniziate a sfogliare le riviste e fatevi catturare dalle immagini che richiamano quanto vi proponete di realizzare (o di abbandonare) nei mesi davanti a voi. Utilizzate i colori e i materiali di recupero per arricchire il vostro lavoro e tenete a mente queste 5 idee utili affinché dal piano creativo del desiderio e delle aspettative passiate al piano concreto del progetto e dell'attuazione.


Perché la tattica del collage funziona

Il primo motivo che rende efficace la strategia del collage per stendere l'elenco dei buoni propositi l'ho già anticipato: l'eperienza coinvolge la totalità della persona. Lavora la mente (pensiamo al futuro prossimo per selezionare i fotogrammi e le immagini da incollare), sono sollecitati i sentimenti (gli stimoli visivi agiscono da esca, riattivano memorie e sollevano aspettative, evocando le emozioni), è interpellato il corpo e in particolare le mani, che sono la parte di noi più esposta e quella che media il primo contatto con le cose e con gli altri (nel collage utilizziamo le mani per sfogliare i giornali, manipolare stoffe e nastri, ritagliare e incollare).

Ci sono però anche altre ragioni a rinforzare la potenza di questa tecnica. L'attività che porta a realizzare il collage implica destrutturazione e ricostruzione, le due operazioni che è necessario compiere ogni volta che impariamo qualcosa e in tutte le fasi di cambiamento. Non solo: con il collage ci abituiamo a utilizzare elementi di scarto per scopi nuovi, siamo incoraggiati a guardare le cose da angolature diverse e ad allenare la flessibilità.

Il consiglio in più

Condividete il collage finale con una persona cara: qualcuno che ha la vostra fiducia e che considerate intimo e complice. Raccontate a questa persona la vostra mappa creativa dei buoni propositi, descrivendo anche come vi siete sentiti nel costruirla e ciò che provate ora, mentre le vostre parole e i vostri gesti fanno vivere quello che avete fissato sul cartoncino. La persona che avete scelto è un testimone privilegiato che, proprio come avviene nei riti ufficiali, custodirà i vostri desideri e consegnerà loro lo status di un "impegno".

Infine, può capitare che gli spunti di partenza per la lista dei buoni propositi nascano da momenti di fragilità vissuti nei dodici mesi appena trascorsi e che la narrazione del vostro lavoro rompa l'argine entro il quale avete trattenuto dispiacere, paura, frustrazione, tristezza. Ma qui non c'è che da rileggere la citazione iniziale...

Transformation song: per chi crede di dover essere speciale per essere accettato

Essere speciale

Il mio centro
è dentro di me.
Erich Fromm

Continua la ricerca delle Transformation songs, per farci aiutare da musica e parole a oltrepassare certe spinte interne del carattere che, agendo sotto il velo dell'inconsapevolezza, a volte rischiano di allontanarci dai nostri obiettivi esistenziali.

Il tema centrale di oggi è la tensione a sovrapporre al proprio piacere il dare piacere all'altro, fino a confonderli. La persona si adopera per guadagnare una posizione di assoluto privilegio nelle relazioni e ricava il senso del suo valore dall'eccezionalità del dono di sé che fa all'altro.

Impronta caratteriale dominante

La cifra del carattere sottende un'ambizione di conquista che può esprimersi in due varianti, apparentemente antitetiche e in realtà complementari. Alcuni individui appaiono animati da uno slancio esplicitamente seduttivo, che implica la vocazione a dominare e a proteggere, mostrandosi forti, capaci, indispensabili. Altre persone manifestano invece la tendenza ad assicurarsi affetto e vicinanza esclusivi attraverso l'ostentazione delle proprie "preziose" fragilità. In entrambi i casi, la relazione diventa terreno di contesa dove serpeggiano dinamiche manipolative.

La coazione a voler essere eccezionali per gli altri investe spesso persone che nell'infanzia si sono sentite costrette a indossare la maschera dell'allegria per sollevare un familiare dal fardello di un'angoscia profonda: bambini che hanno assunto su di sé il compito di medicare una ferita o di risarcire un danno e che hanno poi costruito i pilastri della propria identità sulla ricerca di prestigio e potere mediati dalla riconoscenza altrui.

Il sottofondo emotivo non riconosciuto è la paura dell'abbandono.

Difficoltà principali

Lo sforzo di rendersi speciali con l'esibizione delle proprie qualità e della propria abnegazione può diventare eccesso di generosità, che limita la libertà dell'altro. L'istinto protettivo scivola talvolta nella benevolenza paternalistica e le relazioni complementari (come i rapporti sentimentali, di amicizia, di colleganza) faticano a svilupparsi su un piano paritario. Nei soggetti che invece cercano di garantirsi la presa emotiva sull'altro attraverso l'esasperazione delle proprie debolezze, lo scoglio più ostico consiste nell'assumere scelte autonome e responsabili.

Direzione di uscita

La via della trasformazione implica questi passaggi:

  • 1. mettersi al fianco e non al centro;
  • 2. riconoscere che l'attitudine a compiacere nasconde pretese egoiche, dietro la facciata dell'altruismo;
  • 3. prima di agire per "soddisfare l'altro", mettersi in ascolto autentico dei suoi bisogni;
  • 4. coltivare l'umiltà, oltre le coperture narcisistiche;
  • 5. accettare di essere vulnerabili all'abbandono e, se si viene abbandonati, sperimentare la ferita senza fuggire;
  • 6. accogliere le proprie emozioni negate (ansia, paura, dolore) e impegnarsi per regolarle autonomamente, senza per forza cercare rifugio nella relazione.

Canzone totem

La Transformation song per chi crede di dover essere speciale per non essere abbandonato implica un ritorno alla regola aurea: bastare a se stessi per bastare all'altro. Se la formula nevrotica è "Farò qualsiasi cosa per te e perché tu riesca ad adorarmi in quanto creatura eccezionale", la direzione di crescita lavora in sottrazione. It's just me, canta Bon Jovi: sono solo io. Ma ci sono. Parafrasando il testo, possiamo cogliere qualche metafora: ci sono come spiaggia dorata su cui riposare e come cane randagio, in cerca di una carezza e di un riparo.

Letta da una certa angolatura, questa canzone ci insegna ad accettare che siamo semplicemente esseri umani, con il nostro capitale di talenti e le nostre nicchie d'ombra. Persone capaci di slanci e perfino di atti eroici, ma anche tutt'altro che immuni dagli egoismi. Ascoltiamo It's just me per ricordarci che la nostra presenza può essere calda e rassicurante come un focolare domestico, senza che ci affanniamo. E affranchiamoci dall'idea, grandiosa quato tossica, che solo lo spettacolo dei fuochi d'artificio riesca a tenere vicini coloro che amiamo.

Bibliografia

Naranjo C., (2012), Esperienze di Trasformazione con l'Enneagramma, Astrolabio, Roma
Rogers C.R., (1978), Potere personale, Astrolabio

Riprendi in mano il timone della tua vita

Per comunicare con me